sabato 23 gennaio 2016

Ossessione tempistica


Non so voi ma per me sta diventando una cosa sempre più grave. E non ditemi che è una cosa senza senso, lo so, lo so benissimo ma niente, non riesco a uscirne. Adesso vi spiego, anzi vi racconto un fatto recentissimo, vecchio di poche ore.

Intanto una premessa: adesso che sono vecchio e rottamato posso dedicarmi --entro certi limiti ma in modo ampiamente soddisfacente-- a cose che avrei voluto fare quando ero giovane e pimpante --OK, relativamente parlando.
Per esempio sull'altro blog, quello noioso, OKp, racconto cosa sto vedendo per puro divertimento.

Una cosa che probabilmente tutti sanno ma tanti non praticano assiduamente è che ogni volta che si capita in una asserzione verificabile dovrebbe essere verificata.
Per esempio:
9657787 è un numero primo.
Uh! sarà vero? verifico:


, OK ☺
anche 2701 è primo.

Prima ha detto una roba vera, forse anche questa... No, nope! verifico:


Visto? Sempre (kwasy quasi) verificare.

Naturalmente la realtà è più complessa; quando si scoprono cose nuove e si raccontano (se non lo faccio le dimentico) sul blog nello stesso modo in cui una volta quando ero giovane e pimpante (OK, relativamente parlando) prendevo appunti.
Alle volte capita che scrivo una solenne e tremenda katsa cosa inesatta, a volte completamente errata. Capita.

Che fare quando te ne accorgi? L'idea di correggere il post cancellando la kats l'errore è pessima; chi l'ha letto e magari ricorda potrebbe tornare e non ritrovarsi ☹
Molto meglio mettere una nota, un aggiornamento, spiegando cos'è successo. Cosa che di solito tento di fare.

Poi capita come ieri --non sembra, la sto prendendo alla lunga ma ci arrivo, promesso-- che preparo un post su cose nuovissime per me e mi accorgo che sabato 16 gennaio ho scritto una kats cosa non vra e lunedì 18 l'ho postata. Da correggere mi dico. E preparo anche la nota. Tutto bene sembrerebbe; posso andare a dormire tranquillo (nei limiti del possibile).

Ovvio che mi sveglio nella notte dicendomi "Atz! dimenticato di corr..." e stavo già pensando di alzarmi, scendere, accendere il 'puter etc... Poi però mi sono svegliato del tutto: non l'ho corretto perche il post che avevo scritto lo avrei pubblicato oggi. E così anche la correzione sul vecchio. OK, posso tornare a dormire tranquillo (nei limiti del possibile).

Fine dell'esempio che se non si è capito è che se non finisco quello che sto facendo, e ovviamente per le cose lunghe non è possibile, poi vengo preso dall'angoscia.
Non ha senso ma mi capita sempre più frequentemente. Se ho un appuntamento a un'ora precisa vedo di arrivarci un po' prima e poi continuo a guardare l'ora. Se invece devo finire qualcosa e sono in ritardo capitano cose che non vi dico.

OK, adesso che vi ho raccontato questo posso dirvelo: per un po' di tempo vedrò di non preoccuparmi di questa fobia (si potrà dire "fobia" in questo blog?) perché ho un'idea.


Grazie anche a Douglas Adams (ma non solo) ho deciso che mi occuperò della realizzazione della macchina del tempo. Nel frattempo non ci sono per nessuno; e la cosa è topsecretissimissima.

Sempre che il tempo esista, Carlo Rovelli dice di no, e se fosse vero (che non è) io sprecherei il mio.

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