martedì 4 febbraio 2014

Capace che piove


Piove, cioè no: pioviggina. Una cosa fine-fine tipo pioggerellina di marzo con un mese d'anticipo. Ma no, niente gèmmule d'oro, solo umidità e freddo (o forse ho la febbre? mi bruciano anche gli occhi e mi fanno male tutte le ossa). Per fare il pari con la colta citazione di sopra ne aggiungo un'altra en français: "Il avait bruiné tout le matin, un petit crachin serré, amer, pénétrant" (Paul Vialar, écrivain français). Come farei senza Google e la Wiki! (auto-cit.).

Ma sono uscito fuori tema (al solito!), in realtà volevo raccontarvi di qui e dell'umore degli indigeni. Pessimo, anzi ancora di più. (Ma perché i superlativi non hanno un superlativo anche loro? Poi ci manca anche la versione italiana di crachin, a dirla tutta).


Sì perché qualcuno ha sentito le previsioni del tempo alla tele questa mattina presto e ha detto che piove.
Che di per se ci potrebbe anche stare, in fondo è inverno, i fossi li abbiamo (hanno in realtà) ripuliti che la piena non allaghi la strada, da noi è tutto piatto come il Kansas (qui ci starebbe una frittella (o frittata?), googlate voi se volete) ma la tele ultimamente parla solo di disastri dappertutto: Sardegna, Calabria, Veneto, Liguria e via dicendo. Cosa che toglie spazio a altre cose tipo Amanda, Sollecito e la nuova fidanzata.


Boh!
tra un po' comincia la vita in diretta, sapremo. Nel frattempo che guardiamo fuori con timore il cielo sempre più scuro.
Ma di preciso cos'ha detto la tele? No, perché ci sono versioni discordanti. Speruma ca fasa nen chèi pastis! nèh!

Nessun commento:

Posta un commento